MARCO

Nato a Milano nel 1965, trascorre i suoi primi anni tra viale Vittorio Veneto, Santa Margherita Ligure, Lillaz e Sanico. Alle elementari del parco Trotter conosce Manuela e ingaggia subito una corte serrata. Manuela resiste per anni nonostante condividano poi le scuole medie, l’esperienza scout e gran parte della loro vita. Negli anni ’80 la famiglia Formigoni comincia a trascorrere le vacanze all’isola d’Elba, a cui Marco è sempre rimasto molto legato. Frequenta il Liceo Parini, in alternanza con il campo da basket del parco Sempione e per qualche anno Scienze Politiche.

Nel 1987 colpo di fulmine  per Radio Popolare con cui comincia a collaborare a titolo volontario. “La mia agenda è diventata un palinsesto, la mia casa una redazione e il mio pane un microfono” scriverà più tardi di quel periodo pieno di un entusiasmo. Nel 1991 si iscrive all’Ordine dei giornalisti. Nello stesso anno crollano definitivamente le ultime resistenze di Manuela, sua fidanzata ufficiale dall’85, e i due si trasferiscono sotto lo stesso tetto in via Piero della Francesca, dove Marco comincia a cimentarsi con quella che diventerà una sua grande passione: la cucina.  Si sposano l’anno dopo.

Intanto Marco collabora con Repubblica occupandosi di sport, mentre a Radio Popolare fa di tutto: chiusure, aperture e microfoni aperti, notizie politiche nazionali e locali, è tra i primi a capire il fenomeno della Lega Lombarda, durante la guerra dei Balcani parte per il fronte (con la macchina di sua madre) come inviato ed è inviato nel 1994 nell’alluvione del Piemonte da cui farà indimenticabili corrispondenze. Ma è sempre in cerca di cose nuove. In lotta contro ogni forma di ingiustizia, di razzismo, di mistificazione e sempre più contro la guerra. E’ un cronista in perenne ricerca di nuovi modi per raccontare la verità.  Nel 1995 lascia Radio Popolare e partecipa alla nascita dell’emittente televisiva Sei Milano. Poi per due anni è in Rai nella trasmissione Pinocchio con Gad Lerner. Quindi si trasferisce a Roma per seguire la ristrutturazione di Radio Capital dopo l’acquisto del gruppo l’Espresso. Sono tre anni di pendolarismo, lungo sia per lui che per Manuela, che hanno termine nel 2000 quando Marco torna a Milano per partecipare allo start-up di My-Tv, primo esperimento di web-tv in Italia (un bel salto per uno che da piccolo pensava di fare l’archeologo).

Nel frattempo hanno cambiato casa in previsione di un allargamento della famiglia. In effetti nel 2000 arriva Rocco che, a dispetto del nome, è un cane. E nel gennaio 2002 arriva Ronni, all’anagrafe Ronaldo, che a dispetto del nome non è un calciatore, e Marco avrà il suo bel daffare a spiegare a tutti che il suo tifo calcistico non c’entra niente con il nome di suo figlio. Con l’arrivo di Ronaldo affittano una casa a Macugnaga, altro luogo simbolo per Marco in quanto legato alla storia della famiglia di Manuela. In primavera però cominciano le cattive notizie. Il 5 maggio l’Inter perde lo scudetto con la Lazio, ma il problema è il fronte clinico dove una diagnosi impietosa sovverte improvvisamente l’ordine delle priorità nella vita di Marco.

A novembre è sotto i ferri, poi lunghi anni di terapie, speranze e delusioni durante i quali però Marco non perde mai la rotta, quella di padre soprattutto. Neanche il lavoro viene sacrificato sull’altare della malattia e nel 2004 passa a PeaceReporter dove dà prova di una progettualità che va al di là delle sue condizioni di salute.  Nelle vacanze di Natale del 2007 però il rientro da Macugnaga è in ambulanza: l’ultima sciata. L’estate del 2008 è l’ultima trascorsa nell’amata Elba prima dell’ultimo viaggio, nel marzo 2009. Proprio l’anno prima del mitico triplete dell’Inter. Ma tra chi conosce Marco regna la certezza che se lo sia goduto da una postazione molto privilegiata, nei nostri cuori.